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Affrontare l’imprevisto come un’occasione per stare dentro alla vita

Affrontare l’imprevisto come un’occasione per stare dentro alla vita

ll momento presente è adesso” significa prepararsi costantemente all’imprevisto.
(Yamamoto Tsunetomo)).

Innanzitutto chiariamo cos’è l’imprevisto. E’ ciò che non è atteso e che non potevamo prevedere. Ma che comunque prima o poi accade. Perché la vita è fatta di imprevisti. Infatti anche quando gioco a Monopoli con mio figlio, ogni tanto capito sulla casella imprevisti, che è parte del percorso. L’imprevisto è la pioggia quando usciamo senza ombrello, è il treno che arriva tardi e ci fa saltare, è una malattia che arriva quando proprio non lo pensavamo, o come in questo caso un virus che stravolge le nostre abitudini di vita. E che direi oggi ci sta impendendo di vivere con pienezza. La colpa però non è del virus, certo se non ci fosse, saremo tutti quanti più sereni. Piuttosto è di come  ciascuno di noi lo affronta.  Non possiamo decidere quello che accade tuttavia,  possiamo scegliere come viverlo.

Intanto dobbiamo evitare di cadere in due pensieri trappola. Pensieri che chiamo così perché anche se li usiamo per stare al mondo, non sono però reali. Ad esempio uno di questi è quando il virus passerà saremo felici. La nostra felicità non ce la giochiamo, infatti, nel futuro che non possiamo totalmente gestire, ma nel presente che ci è dato.

  • il primo pensiero trappola, che purtroppo trionfa nella nostra società occidentale, afferma che siamo in grado di controllare ogni cosa che succederà e quindi ciascuno è totalmente responsabile di come  va la sua vita.
  • Il secondo che consiste nel credere di essere incapaci di gestire i problemi e che ,quindi, presuppone che spetta sempre agli altri e non a noi risolvere le situazioni.

Come uscire dai questi pensieri trappola? Guardando a ciò che non è sotto il nostro controllo, cioè all’imprevisto, come a qualcosa che sta accadendo e che quindi di per sé non è nè negativo, né positivo. Semplicemente è il presente, è ciò che accade. Ed ha valore in sé, al di là del fatto che ci piaccia o meno, perché è la vita e la vita ha senso perché la si vive non solo quando ci piace. E la possibilità che abbiamo per abitarla è quella di essere vivi, di starci dentro sempre nel bene e nel male. La pioggia che ci coglie impreparati e senza ombrello è l’imprevisto che diventa positivo e negativo a seconda delle nostre aspettative. Se invece impariamo a pensare all’imprevisto come un qualcosa che accade, questo rivoluzionerà le nostre menti.

Per riuscirci dobbiamo sforzarci di liberarci dalle nostre aspettative di felicità che è normale avere ma non devono essere di impedimento alla nostra felicità:
“Quando la gioia diventa ossessione, avviene il distacco dalla vita”, dirà Spargivento un personaggio molto interessante del celebre film Soul.

Poi dobbiamo decidere di non combattere con l’imprevisto ma di accettarlo per come è, e di affrontarlo con fiducia anche quando, come in questo caso con il Covid, ha aspetti nocivi. La situazione di vita statica e molto faticosa in cui siamo immersi oggi a causa del Covid e le prospettive di incertezza sul futuro, senza dubbio ci provocano sofferenza. Questi aspetti negativi vanno gestiti con mente lucida e con fiducia così da poter sfruttare le risorse presenti e cercare soluzioni anche inedite e originali per far fronte alla situazione nel modo migliore.

Però, se siamo pronti a cambiare ottica possiamo cogliere anche gli aspetti positivi insiti in ciascun imprevisto. Se iniziamo a credere che la vita è piena quando è vissuta e non quando porta a risultati, allora riusciremo a non affondare nelle emozioni negative. Si tratta di fare esperienza della vita ma standoci dentro pienamente e con intensità. Questo ci succede, ad esempio, quando siamo intenti in un’attività che amiamo molto, come suonare la chitarra o leggere un libro o, che tutto il nostro corpo e la nostra anima sono presenti in quella situazione.

In quei momenti viviamo quello che accade:

Le cose migliori della vita sono quelle impreviste, perché non c’erano aspettative.”
(Eli Khamarov)

Ecco l’imprevisto, qualunque esso sia ci offre questa possibilità. Perché ci obbliga a stare nella
situazione del presente senza sapere già in partenza cosa fare, senza aspettative pregresse ma
semplicemente con quello che siamo nel presente e con le possibilità che costruiamo nell’oggi
tenendo conto non solo dei nostri piani ma di quello che la vita ci sta offrendo:

“C’è qualcosa di peggio dell’imprevisto… le certezze.“   (Pennac)

Le certezze ci abituano a leggere quello che accade sempre nello stesso modo, l’imprevisto, come un terremoto, fa vacillare il nostro abituale modo di ragionare, ci obbliga a cambiare abitudini, facendoci in un primo tempo sentire smarriti, confusi e destabilizzati. Per poi, in un secondo tempo, permetterci di formulare pensieri nuovi, sperimentare comportamenti inediti, scoprire nuovi modi di stare nella vita.

Dott.ssa Rossella Rovesti
Psicologa Psicoterapeuta a Guastalla e Reggio Emilia


Dott.ssa Rossella Rovesti

Psicologa Psicoterapeuta

Partita IVA 02367020357
Iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna - N. 5124

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